
Pablo Picasso
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L’angelo dell’ira
Senza padrone fra le ortiche,
pietra scabra, brillavi.
Piede invisibile.
(Nulla, fra le ortiche).
Piede invisibile dell’ira.
Lingue di limo, annegate,
sorde, rammentarono qualcosa.
Non c’eri più.
Che cosa rammentarono?
Si mosse muto il silenzio
e disse qualcosa.
Non disse nulla.
Senza saperlo,
cambiò corso il mio sangue,
e caddero nei fossi
lunghi gridi.
Per salvare i miei occhi,
per salvare te che…
Segreto.
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L’angelo sciocco
Quell’angelo,
quello che nega il limbo della sua fotografia
e fa della sua mano
un uccello morto.
Quell’angelo che teme che gli chiedano le ali,
che gli bacino il becco,
seriamente,
senza contratto.
Se è del cielo ed è così sciocco
perché è qui in terra? Dimmi.
Ditemi.
Non nelle vie, ma ovunque,
indifferente, balordo,
me lo trovo davanti.
L’angelo sciocco!
Che sia della terra?
-Sì, della terra soltanto.
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*I testi sono tratti da: Rafael Alberti, Degli angeli (trad. di Vittorio Bodini), Einaudi, Torino 1966.
