TORRI

Dicono che io mi chiami Bruno Buissonnet e che sia nato nel 1962. Perché sono stato rinchiuso tanti anni in carcere? Non ricordo né lame né sangue né suoni. Ricordo solo ogni attimo in cui ho disegnato: a matita, in punta di biro, su ogni spazio del foglio, senza risparmiarne nessuno. Qui le torri. Qui le vele. Sapeste quante vele ho disegnato, più fitte e meno fitte… Ma per andare dove? Non vedevo il mare. Elevavo obelischi, ma non pregavo. Chi avrei dovuto pregare? Non c’è nulla di ampio, di arioso. Ero in galera. Ero io la galera. Le torri di vedetta sono idoli di un castello. Guardo chi verrà? Ma perché sono qui, in questa stanza, con tante matite? Io mi chiamo Bruno Buissonnet. Sono nato nel 1962, lo ricordo, ma dove? Disegno torri. Recluto sentinelle. Ci vuole chi guardi dall’alto. Solo le mosche non possono e mangiano merda. Io no. Io, con la mia biro, tiro su le grandi, le grandissime, le impossibili torri. Con la mia stilo costruirò un intero castello. Ne sarò io il re, non avrò più bisogno di fuggire. Queste non sono torri immaginate: sono reali torri di vedetta. Se navigassi su qualche nave, se orientassi i fari nel modo giusto, forse vedrei chi mi assalirà… Ma la mia stanza (la mia cella?) ha il tavolo gremito di così tanti fogli, tutti incollati l’uno all’altro, che non posso staccarli senza spezzarli. Qui costruisco il grande castello della mente scappata dal corpo, il castello regale, felice, di vortici e geometrie: tanto, lo so, lo sappiamo, lo sapete, che non c’è differenza fra carta e pietra, nessuna…

Bruno Buissonnet

*Le opere di Bruno Buissonnet sono esposte nella mostra: LA CASA. L’art brut e l’arte contemporanea nella collezione Giacosa-Ferraiuolo, 14 novembre 2024-26 gennaio 2025, SIC Studio Art Studio APS, Via Francesco Negri 65, Roma, http://www.sic12.org/art-studio-1

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