Entr’acte apre la nuova la stagione con una mostra di Lucrezia Salerno: Vuoto d’aria e altri lavori. Lucrezia Salerno (Maruggio, 1965) lavora l’argilla da oltre trent’anni ma, fin dagli esordi, all’inizio degli anni Novanta, la sua sapienza tecnica, coltivata nelle manifatture di tutta Italia e consolidata in un’intensa attività didattica, le ha permesso di spingersi oltre i confini dell’artigianalità – peraltro nobilissimi – nella direzione di una vera e propria ricerca artistica, ispirata e originale. Attraverso il vissuto dell’artista la ceramica si è coniugata con la scrittura, la fotografia, la performance, l’installazione. In questo percorso complesso Salerno si è confrontata con tematiche antropologicamente centrali quali la memoria, il rapporto con la morte, l’identità di genere, affrontandone le emergenze e le aporie. Nei suoi lavori più recenti, qui presentati per la prima volta, Salerno si concentra sulla tecnica della porcellana che le permette degli effetti al tempo stesso concettuali ed organici capaci di sintetizzare il suo universo creativo con intensità e leggerezza. (dalla presentazione di Giuliano Galletta).
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Non sorprende che Lucrezia Salerno sia sedotta da un segno informale molto brut, scabro e incisivo, che evoca referti rupestri o reliquie di un occidente dissolto. Le sue porcellane, le sue argille, sono immuni da scorie mentali. Per come esprimono i temi della memoria, dell’identità, della morte, sembrano segni di una danza arcaica con la materia che, traforata e dissolta, appare felicemente molteplice, come un nodo che risolva la sua natura di nodo nella nudità della risposta e non nell’assillo della domanda. (M.E.).


Al vento

Attraverso il frammento

Bolla d’aria

Contemporaneo cimelio

Frammenti

La danza

Sospensione

Vuoto d’aria
