RANDORI. Pellegrino, Morris

Le cosiddette due teste che dovrebbero funzionare meglio di una (vedi Indagini, Entr’acte 2025) quest’anno presentano una serie di opere inedite nelle quali, sempre utilizzando polaroid e campiture di scrittura asemica, cercano ulteriori esiti. Non solo l’indagine da parte della fotografia nei marasmi grafici sottostanti per rivelarne dettagli, motivi che ne chiariscano il gesto o ne colgano un ritmo, ma anche lo studio, il confronto fra le concrezioni delle pietre e le tracce scritturali; per passare alla rappresentazione non priva di una qualche ironia dei “pensieri” in corsa nella mente – uno stream of consciousness accelerato, con un riferimento non così vago alla Penelope di Joyce. E ancora: la chimica delle polaroid “astratte” (perché lavorate senza fotografare nulla) e l’intreccio, il tessuto delle litanie asemiche: dunque una fotografia ed una scrittura che negano se stesse in quanto non rendono conto di alcunché. Infine, un’escursione: dalla bidimensionalità del quadro alla forma del libro (generalmente salvato dal macero) dove la pratica della “sospensione” viene declinata, inabissata di volta in volta in base alle particolarità di ogni volume.

Randòri, è un termine che proviene dal Judo. Significa combattimento libero, dove esercitare la capacità di adattarsi a una situazione disordinata e imprevedibile (diversamente dallo Shiai che è la gara vera e propria): e più precisamente “prendere il caos”, “controllo del caos “. Obiettivo del Randori non è la vittoria sull’avversario, piuttosto una pratica creativa, libera, il più possibile fluida, mirata al miglioramento continuo delle tecniche.

*Le foto di tutte le opere sono di Frank Morris.

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FRANK MORRIS, pseudonimo di Marco Anchisi, nasce a Genova dove vive e lavora. In giovane età, affascinato dalla fotografia, acquista una reflex Voigtlander SLR, con la quale scatta i suoi primi rullini in B/N. Inizia così, da autodidatta, il suo percorso.  Sviluppa e stampa le sue prime immagini nel laboratorio scolastico.  Successivamente predispone in casa una camera oscura dove prosegue le sue sperimentazioni. Sviluppa e stampa da diapositiva, utilizzando quello splendido materiale colore che era il “cibachrome”.  Nel frattempo trova lavoro come informatico in una azienda multinazionale, ponendo suo malgrado la fotografia in secondo piano per diversi anni, pur senza abbandonarla mai del tutto.  È la scoperta di Paolo Gioli, lo studio delle sue opere e della sua tecnica, a far divenire nuovamente la fotografia il suo interesse primario, con l’avvio di una ricerca personale con il mezzo Polaroid, sia di tipo 600 che di grande formato. Negli anni 2000 realizza i primi transfer Polaroid 4×5 pollici.  Il mix di tecnica fotografica e pura manualità, caratteristica imprescindibile per l’utilizzo di questo materiale, unitamente alla passione per l’arte figurativa e la rappresentazione femminile nella storia, lo portano dapprima ad ispirarsi ai Preraffaelliti per arrivare in seguito a interpretazioni decisamente più attuali.  Le sue opere sono state esposte in gallerie d’arte di numerose città italiane e straniere, tra cui Parigi, Barcellona, Milano, Berlino, Lisbona, nonché pubblicate su riviste e magazine internazionali.

GIUSEPPE PELLEGRINO, (1960), attualmente vive a Genova. Il suo interesse per la scrittura lo ha portato ad indagarne gli aspetti visuali, concreti e asemici. Suoi riferimenti principali sono stati gli autori appartenenti al Lettrismo (Isou) e alla Scrittura Verbovisuale (Magdalo Mussio, Luciano Caruso, Vincenzo Accame, Carlfriedrich Claus, Martino Oberto). Ha cominciato ad esporre nel 1999, presso lo Studio Gennai di Pisa e la Galleria il Gabbiano – La Spezia. Da allora ha continuato ad esporre in mostre personali e collettive, nazionali ed internazionali. Le più recenti: Attraverso l’Arte (CAMEC, La Spezia, 2022); 50 anni di ricerca, omaggio alla Galleria il Gabbiano – La Spezia (Nuova Era, Bari, 2023); Asemic Writing (Galleria Artpoetry, Lecce, 2024). Ha fornito contributi nella mail-art, principalmente sugli inviti dell’artista Ruggero Maggi e di SACS (Spazio Arte Contemporanea e Sperimentale) e nei siti dedicati alla scrittura sperimentale e asemica GAMMM, NEW POST LITERATE e UTSANGA. Recentemente è stato anche ospitato nel Blog SCRITTURE dello scrittore Marco Ercolani.

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