IN UN VUOTO TRA MURA SENZA SONNO. Nanni Cagnone

non coniare le proprie ossa

poi che resistiamo

solo nell’ottativo

–altro lo dissolviamo

la domanda ripresa sempre come risposta

,

grande uccello traversante il mare

è appunto la terrestrità

dove vanno a finire gli accenti

– forse essi contendono

silenzi a silenzi

ciò è chiaro,

qualcuno ha soffiato

(fa in fretta la polvere)

In un vuoto tra mura senza sonno

non si nasconde più, né può capire

un corpo in un corpo

nascere all’inizio con prontezza.

Cerca l’acqua di un fiume,

acqua corrente che ora parla

e ora abbandona. Seguace delle cose

non si penta degli incanti,

di questa sua slegata cintura,

senza riposo sereno flutto

finché vorrà condurci somiglianza.

Più distante delle cose

ogni legame – per quanto

sia presente, dovrai seguirlo

indietro, servo senza senno,

e se chiama innanzi

temerlo nuvoloso, possesso

di pericoli, muto cartiglio

in quel punto.

Arde immobile, tra

le due lame di una forbice.

  • I testi sono tratti da: Nanni Cagnone, Armi senza insegne, Coliseum, Milano 1988. Le foto sono proprietà di Benedicta Froelich.

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