Donato Di Poce, Alberto Casiraghy. I sogni di un Pulcinoelefante tra Arte e Poesia (IQDB, 2026)

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In un’altra stanza
Tra le rotative scorreva
L’inchiostro dei pensieri brevi
L’inchiostro delle combustioni
L’inchiostro delle ciliegie
L’inchiostro dei desiderio
L’inchiostro delle contaminazioni
L’inchiostro dei gesti
L’inchiostro delle materie.
D. Di Poce
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Quando penso
di sapere tutto
ho paura
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Quando il vento dorme
io ascolto
*
Io sono di tutti.
*
La morte è
un fiume segreto
che ci aspetta
A. Casiraghy
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In Alberto Casiraghy. I sogni di un Pulcinoelefante tra Arte e Poesia (IQDB, 2026) di Donato Di Poce, il lettore osserva i mille e mille libri nati dalla fantasia di Casiraghy, aforista, poeta, violinista, come creature che, dal 1998, scorrono in cataloghi, mostre, libri critici, laboratori. L’assoluto incarnato da queste felici plaquette è l’assoluto di una lettura veloce e immediata, ripartita fra immagine e testo, una iper-metafora della libertà che trasforma quella che era una spiritosa collezione privata, uno “scherzo” innocente, nel simbolo di una universale e celeste anarchia di immagini e parole formata da costellazioni non infinite ma mai finite: “Aspetta un attimo/ Vado a casa mi impicco e torno”; “la mia vita senza me stesso/ sarebbe un disastro”; “Scrivo aforismi/ perché quando/ inizio/ ho già finito”; “la gioia del fuoco/ attraversa”. E poi, i titoli dei suoi libri aforistici (Pericoli indispensabili, Dove volano gli occhi, Se gli angeli sono inquieti, I miei labirinti felici, I pesci non parlano mai ai rinoceronti) mostrano il sorriso ironico di una ostinazione poetica che traversa i propri libri e quelli del Pulcinoelefante senza mai alzare la voce ma incrinando ogni canone. In Alberto la tirannide dell’immagine e del senso non ha ragion d’essere. Tutto quello che appare nelle sue edizioni si trasforma in un coro polifonico che, nell’eternità del suo breve respiro, non ammette pause e anzi invoca altri frammenti. Ogni autore, in questa collana di ormai undicimila titoli, è un nome fra i nomi, un arabesco, un suono. E il lettore è chi capita per caso nella sua foresta di segni, deviando da ogni ragione per cercare il suo unico, molteplice sogno.
M.E.



