
Comunque un uomo in cammino, solitario, segreto e che, per questo stesso atteggiamento, diddifa dell’interiorità come prestigio, ricusa i trabocchetti della soggettività, indagando dove e come sia possibile un discorso di superficie, risplendente sì, ma privo di ogni miraggio; un uomo non già estraneo, come lo si è creduto, alla ricerca della verità, ma che ha lasciato intravedere (dopo altri) le trappole di questa ricerca, oltre ai suoi rapporti ambigui con i vari apparati di potere.
*Il testo è tratto da: Maurice Blanchot, Michel Foucault come io l’immagino, a cura di Viana Conti, Mimesis inneschi, Milano-Udine 2026.
