


IN-FINE
un catalogue
exposition 12 septembre-31 octobre 2015
Galerie Librairie Arts, Nizza
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in-fine
(piccola fiera di rifiuti)
2003, dicembre. Costa Azzurra, hotel sul mare, dehors. Grossi vasi rettangolari rovesciati l’uno sull’altro. Macerie floreali. Dal pane di terra penzola una tela con residui di radici. I filamenti creano disegni mobili. Un’opera.
Mi trovo al punto di partenza. La storia:
1957. Scopro la pittura informale ma il piacere dura poco. Gli esperimenti nucleari e il Vietnam sconvolgono gli anni sessanta. I colori non hanno senso in un mondo di insensati. Penso all’Ultima spiaggia e Superstiti: sono i titoli di opere d’istinto, realizzate con tele di sacco imbrattate e bubboni di radici rigettate sull’arenile dal mare in burrasca. 1962-64, questi gli anni.
Nel periodo successivo, sino ai primi anni settanta, sperimentazioni con i materiali usati dai primi elaboratori elettronici, schede e bande perforate. Segue un periodo d pausa imposto da circostanze inevitabili.
1978. Turbato dalle aggressioni dell’uomo al pianeta e dal virus del consumismo, mi concentro su ciò che resta: cenere legni di deriva imballi alimentari impronte vegetali erba bruciata vecchi manoscritti.
2013, maggio, Nice, Galerie Arts 06
Presento dei lavori realizzati con detriti usati come materia pittorica: Scorie innocue e Archeologie domestiche.
2013, settembre, Isola d’Elba
Dopo la malattia che mi ha bloccato per un lungo periodo, percepisco il termine del discorso, prendo appunti:
-i rifiuti sono protagonisti della nostra epoca
-quelli che ha raccolto sono innocui, sono anche simboli
-devo presentarli come li ho trovati, senza interventi
-il detrito è una non-opera che può diventare opera
In studio, su un fondo di carta bianca, ho rovesciato il ciarpame conservato negli anni dandogli un certo ordine. L’effetto è di reperti museali. Le lattine schiacciate di bibite, trovate nelle piccole isole greche sui sentieri che portano alla discarica mi erano apparse come i nuovi idoli cicladici. I vecchi quaderni manoscritti, con il fascino delle calligrafie e la patina del tempo, testimoniano una storia di gesti umani personali caldi.
Voglia di provocazioni:
la lattina schiacciata trasformata in decorazione di ceramica,
il detrito, incorniciato Ikea, diventa oggetto di arredamento.
IN-FINE
in conclusione
alla fine
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Leonardo Rosa nasce a Torino nel 1929 e muore nel 2024 a Castelvecchio di Rocca Barbena. È noto per la continua ricerca e utilizzo di materiali poveri: da legni di deriva, imballaggi alimentari, a ciò che apparentemente può sembrare scarto, ma che per Rosa diviene materiale suggestivo e poetico. Realizza preziosi libri d’arte con Michel Butor e Raphael Monticelli: uno di questi ha come titolo Serena 5.
I suoi libri: Respiro di un luogo, Esilio dell’isola, Racconti minimi, Paesaggi di una linea, Paysage de passage, Melange, Blu al quadrato, Racconto di uno sguardo.
Ha avuto contatti con Eugenio Montale, Fernanda Pivano, Salvatore Quasimodo, Arturo Schwartz, Giuseppe Ungaretti, Elio Vittorini. Emilio Scanavino, Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Michel Butor, Bernard Noël.
