
Note a Vivere non è abbastanza. L’opera di Nanni Cagnone (I libri dell’Arca, Joker, 2026) di Marco Ercolani
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Un libro che attraversa i sentieri percorsi dai libri di un altro: passi che hanno il medesimo suono, la medesima impronta, che a volte si confondono, ma gli occhi che hanno scelto di guardarli sanno come distinguerli.
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Un libro che ridona la voce alla voce appena spenta di un poeta, perché Cagnone poeta lo è stato sempre, per intero, dall’inizio alla fine, al di là di ogni (impossibile) catalogazione.
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Un libro la cui lingua fa da eco alla «”lingua” da oracolo», perché entrambe – quella di Nanni e quella di Marco – non vogliono arrendersi al silenzio che soffoca il vivere odierno, fatto di chiacchiere e di vane pretese.
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Un libro che rivolge ancora ancora uno sguardo all’amico, così che anche altri possano a loro volta guardare. Come gli sguardi, anche i destini si incrociano.
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Un libro che disubbidisce al desiderio di uscire dai ranghi, di schivare i coni che proiettano sempre la medesima luce sui corpi, che negano la sacrosanta presenza delle ombre, le quali accolgono pazienti il poeta «smemorato»?
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Un libro che ha compiuto il miracolo di entrare nella «temperatura linguistica» di Nanni dando vita a una fusione a caldo, come di due metalli complementari. Uniti per sempre.
