FALO’. Alicia Genovese

Falò

Accendere il fuoco

e il mondo si restringe

intorno.

Ritrovare la quiete

quando la legna brucia

profumata di ligustro

nella stufa a legna.

Il cerchio infuocato respinge

gli animali affamati,

quella malizia inutile che non alimenta

le braci del rifugio.

Vicino alla fiamma

l’infinito fondo oscuro

nell’attimo dell’assorbimento

tanti futuri

sognati, intravisti,

fino a questo presente scarno.

Sedersi al calore:

erbe per il tè

della digestione,

un orecchio assoluto

per il silenzio

dove ti sei perso,

fumo del mondo.

*

Falò,

ciò che ritorna:

istinto, lampada solitaria,

con una torcia

e a tentoni

recuperare la sete, la reazione

immediata.

Non sarà un un unico

rimedio a sciogliere

l’incantesimo,

il presente, senza promesse.

Dal saccheggio dell’amore

dai furti della vanità

nessuna emozione

che valga la pena.

Un vuoto intellettuale

come il fumo del fuoco

nei sobborghi, dopo

Puente de la Noria,

il fumo tribale

del terreno deserto.

Plastica, rifiuti,

metalli di scarto

in viaggio verso la fonderia.

Un vuoto emotivo

per attirare la fortuna;

spazzatura e ancora spazzatura

nella periferia dell’evocazione,

logorìo del corpo messo all’asta.

*

La giornata continuò

gradualmente

in ogni momento;

la variazione delle ombre

il passaggio dei bagliori

da una parte all’altra.

Di notte l’assalto

delle fiamme dei crepitii

intorno alla cena

frugale

Una stagione

di reclusione e silenzio,

una clausura

di monaci trappisti

e riappare il corpo

gelato tra le coperte

svegliato dal canto di un gallo

e quell’uccello

con un fischio unico

e prolungato.

*

[…]

Con i rami potati

e un sacco di foglie secche

abbiamo acceso il falò,

un fuoco altissimo

che è arrivato a bruciare

l’estremità di un frassino.

La cenere è diventata fango

con le piene

e il cumulo si è sparso;

humus che ora copre

i dislivelli del terreno;

dal fuoco all’acqua

dall’acqua

terra

aerata dal vento.

Falò,

ciò che ritorna,

primo giorno del mondo

**

*Il testo è tratto da La contingenza

**Alicia Genovese (Buenos Aires 1953), La sua opera completa, La linea del desierto (2018) raccoglie la sua produzione poetica fino a quella data, con titoli come Puentes, Aguas, La hybris e La contingencia. Ha anche pubblicato Oro en la lejania (2021) e La invenciòn del equilibrio (2024). Numerose le sue opere saggistiche e critiche. La contingencia (cura e traduzione di Monica Liberatore) appare per le edizioni Joker nel 2026.

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