Il tempo ci trascorre e ci avvelena
dilania corpi e volti senza posa
l’Anima veglia estatica e serena,
di una Bellezza intatta, numinosa
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Waiting for
Ormai lo so, io sono sempre quello
che deva aspettare. L’attesa
è il mio vero destino, l’arresa
pazienza ai capricci del fato:
questo io sono, il cavaliere alato
che non riesce a vincere il duello
con l’eterno avversario designato
a sottrargli l’insegna del potere.
Officerò all’altare del dovere il mio
rito diuturno. Ho già invocato
l’angelico soccorso. Non so quando
giungerà- Sono pronto a ogni
comando.
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Better alone
Mi fosse sempre accanto
in ogni nuovo viaggio
un fedele scudiero
un compagno devoto
presente ad ogni incanto –
forse avrei più coraggio
sentirei meno il vuoto?
No, non credo davvero:
avrebbe meno fascino l’ignoto,
meno stanze assolate il mio
pensiero.
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Deviazioni
Congiunge o separa la vita
dell’uno e dell’altro il cammino
(Qualcuno lo chiama destino)
La bussola è presto smarrita –
non sai nemmeno quando
l’hai persa, né dove stai andando
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I giorni
Quando sai che ne restano pochi,
che saranno sempre meno,
quando sai che son gli ultimi fuochi
a rendere il tempo che manca
più prezioso e sereno –
triste l’anima, e stanca,
si rassegna piano piano
ed acconsente al vano
inutile rimpianto
di chi chiede ormai soltanto
di rivedere il sole
e scrivere fatue parole
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Stato di grazia
L’Anima, mai d’incantesimi sazia,
con il Tempo, l’atavico nemico.
rinnova un’altra volta il patto antico
di restare nel suo Stato di Grazia
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Vetusta quercus
Ogni tempesta nel vento degli anni
della corteccia ritempra la scorza
Ogni violenza perfida di inganni
la mia linfa rigenera e rafforza
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La memoria del cuore
La memoria del cuore non ricorda
quanto vorrebbe. Sfugge alla sua presa
l’immagine più cara, si è già arresa
la sua ricerca. Ed ecco si fa sorda
ad ogni suo richiamo anche la stanza
più segreta. Oscura lontananza
annebbia la sua sua vista, e s’addormenta
Ma anche in sogno quel vuoto la tormenta
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Tell it slant
L’Amore parla sempre
obliquamente
La parola del Vero è silenziosa
Non coglie mai quel potere la mente
solo il Cuore che batte senza posa:
non capisce, non pensa, ma
‘comprende’ –
l’oscura forza del suo verbo
intende

Albrecht Dürer, Il cavaliere, la morte e il diavolo
