UN POETA SCOMODO. Lucetta Frisa

Nel 2026, per la collana “I libri dell’Arca”, le edizioni Joker pubblicano il libro di Marco Ercolani Vivere non è abbastanza. L’opera di Nanni Cagnone. Si tratta del primo libro critico dedicato all’opera di uno dei poeti più necessari del Secondo Novecento. L’opera di Nanni Cagnone (10/4/1939-3/4/2026), incompiuta, composita, inclassificata, resta inadatta ai suoi tempi come a ogni tempo. Cagnone è stato jazz drummer, poeta, critico d’arte, traduttore, romanziere, saggista, responsabile di una rivista di design, direttore creativo di agenzie pubblicitarie, editor, editore, docente di estetica. Nella sua opera si alternano libri di versi, romanzi, saggi, memoirs, aforismi, classici contemporanei e arcaici da lui ritradotti e ripensati: il lettore incontra il suo giudizio, aristocratico e sprezzante, sulle mode e i modi del “nostro tempo”. In uno dei libri più originali, Discorde (La Finestra, 2015), scrive: «Dover scegliere equivale a perdere le illusioni infantili. Si deve preferire, si deve rinunciare. Rassegnazione inevitabile, ma difficile da esercitare per chi, in poesia, ricerchi il compossibile». Questa poesia, esiliata nel viaggio poetico che fa e disfa il mondo con le proprie e con le altrui parole, è unica e aspra, e questo libro, una conversazione a due voci fra Marco Ercolani e Nanni Cagnone, lo testimonia. Il poeta, autore di una cinquantina di libri, si congeda dal mondo senza clamore, conosciuto solo da una piccola élite, oggetto di una disattenzione complice delle innegabili superficialità della critica poetica contemporanea. La sua prosa e la sua poesia attendono ancora un’indagine complessa che consideri la figura del poeta non come quella di un autore di versi ma come quella di una “sentinella” di percezioni e di intuizioni, che concentra il suo sapere dalla filosofia all’estetica, dalla tragedia greca alle arti visive. La sua scrittura, percorsa da uno slancio onirico assoluto, sospesa in uno stato di lucido sonnambulismo, è refrattaria a ogni metodo. Nanni scrisse: «Poesia non è qualunque atto di raccogliere il mondo come un soccorritore del senso o un ammiratore del linguaggio ma persistenza di una fedeltà che vuole trattenere l’indicibile. Poesia è agire al di sopra di ciò che si riesce a pensare». Proprio da questo “impensabile” nasce Vivere non è abbastanza: un taccuino poetico-critico scritto da un saggista anomalo in onore di un poeta appartato e scomodo, mai conciliato.

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